Scelte difficili e alluvione

Geom. Gian Paolo Martinelli - STUDIO TECNICO - Via Maremmana, 19 - 58015 Albinia (GR)

Rampe di accesso alle autorimesse in zone soggette ad allagamento

Con questo articolo intendo analizzare e approfondire come, in fase di progettazione, può accadere di scegliere compromessi che a prima vista possono sembrare solo errori e che invece, pur attraverso una serie di decisioni difficili, possono essere reinterpretati come scelte, opinabili, ma, alla fine, quasi inderogabili.

Quando si avvia un progetto, si analizza una lunga serie di normative che lo vincoleranno durante tutto il suo sviluppo e una serie di informazioni economiche che condizionano l'attività imprenditoriale; le normative indicano, insieme ad una quantità  di vincoli e parametri, due parametri fondamentali che sono: 

  1. Volume realizzabile sul lotto (volume "fuoriterra");
  2. Altezza massima dell'edificio dalla quota stradale;

 Inoltre durante la progettazione di un edificio occorre tenere in considerazione i parametri per i parcheggi, previsti dalla legge 122/89, espressi in metri quadrati in proporzione al volume realizzato;

 A questo punto diventa evidente che il progettista, che agisce per conto dell'imprenditore, deve fare importanti valutazioni economiche sul progetto (le stesse valuazioni economiche che ognuno di noi fa quando va a fare la spesa o pensa di acquistare una lavatrice o una vettura) in quanto, in sede di progettazione, non si può sapere se il mercato recepirà  l'offerta, a quale prezzo e con quali tempistiche, quindi diventa normale sfruttare il massimo della disponibilità  volumetrica a favore della superficie di maggior valore sul mercato, quella abitativa; l'immediata conseguenza è che, se si devono rispettare i parametri sui parcheggi e la conformazione del lotto non permette di ricavarne a sufficienza fuori dall'area di sedime del fabbricato, si è costretti ad operare una scelta: sacrificare le abitazioni al piano terra per farvi dei parcheggi; realizzare un piano interrato da destinare a parcheggio e conservare il piano terra quale piano abitabile.

A volte, in condizioni di lotto molto sfavorevoli, la scelta di interrare il piano autorimesse può anche comportare la realizzazione di rampe con pendenza "inusuale", come è capitato al sottoscritto; nel caso specifico sono stati attuati una serie di accorgimenti che, nonostante tale pendenza, hanno reso ugualmente fruibile l'intero piano interrato;

 Le attenzioni esecutive sono state poste su:

  1.  rampa sagomata longitudinalmente a pendenza variabile per consentire un agevole affaccio alla strada di immissione; il profilo della rampa consente di ridurre la pendenza nella parte alta della rampa stessa per consentire il passaggio anche a vetture meno alte, e al tempo stesso di ridurre la pendenza di "attacco" alla base per permettere al veicolo di prendere subito velocità  già  dal piano interno dell'autorimessa senza toccare il "sottocoppa", così da permettere anche a vetture con motore meno potente di salire la rampa senza problemi;
  2. pilastrini di altezza idonea a consentire l'individuazione della rampa anche a retromarcia, direzione consigliata per la discesa verso l'autorimessa;
  3. porte di accesso al locale autorimessa di tipo ad apertura scorrevole orizzontale in quanto le normali e più economiche porte basculanti riducono l'altezza dell'accesso, limitando la fruibilità  da parte di vetture più alte (monovolume e SUV);

Per evitare che l'imprenditore sia spinto verso tali scelte, a volte opinabili, la cosa più semplice è quella delle norme regolamentarie che dovrebbero impedire la realzizazione di piani interrati in aree a rischio in quanto ciascun imprenditore che mette in gioco i propri soldi, cercherà  sempre di realizzare il massimo utile e tenterà in ogni modo di acquisire tale diritto ponendosi, verso il venditore del terreno edificabile, con un'offerta che dovrà  essere forzatamente la migliore proponibile; Riducendo di fatto il volume disponibile per le abitazioni, conseguentemente tutti gli imprenditori che parteciperanno all'offerta saranno costretti ad una valutazione diversa del valore dell'area e conseguentemente sarà  irrilevante il sacrificio economico che condizionerà  le scelte progettuali successive.